Oggi

luglio 20, 2006

Un sole così dà alla testa. Un sole così mi dà alla testa. Guardo l’unico quadro che amo qui, in questa stanza dal tetto obliquo e chiudo la finestrella che si affaccia al fiume. Oh, avrei voluto guardare il mare, un mare qualsiasi. Mi sarei accontentata come ci si accontenta di un libro qualsiasi, pur di sfogliare qualche pagina in favore del tempo. Mando un sms al nulla, a un numero che non esiste più e aspetto una risposta che non arriverà. Sfiorando la stupidità sorrido. Mi guardo in giro e sento l’odore della polvere assalirmi fino sopra gli occhi che chiudo e riapro. Giù ci sono due vecchietti che parlano seduti su una panchina fortuita, buttata lì dal comune, un po’ scheggiata e un po’ invecchiata. Mi affaccio, mi sporgo a braccia a penzoloni, prendo la petunia che ho in un piccolo vaso di vetro, finto cristallo, e la getto giù dal quinto piano. Vola vola petunia. Vola petunia. Cadi, cadi petunia. Cadi, cadi.

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